Monografie tecniche - Audio
L'interfaccia AES3-S/PDIF
Uno dei problemi che più di frequente si presentano quando
si configura un sistema di radiomicrofoni per la realizzazione di uno
spettacolo o di un programma televisivo è quello dell’intermodulazione.
Le interferenze dovute a intermodulazione generalmente si hanno quando
almeno due trasmettitori che si trovano a lavorare vicino all’antenna
ricevente (meno di 4 metri) introducono segnali molto forti nel
ricevitore.
Questi due segnali formano prodotti di intermodulazione nei punti
di non linearità nel ricevitore, come transistor o altri semiconduttori,
ad esempio nel mixer, dove vengono combinate la frequenza ricevuta e
quella generata dall’oscillatore locale. Si
producono quindi segnali indesiderati che possono interferire con le
frequenze del sistema da noi configurato, e l’intensità dei prodotti di
intermodulazione aumenta con il diminuire delle distanze.

I segnali di
intermodulazione si producono anche quando due o più trasmettitori
operano molto vicini gli uni con gli altri, in genere a una distanza
inferiore ai 30 cm. In questo caso, il trasmettitore non trasmette solo
il proprio segnale ma riceve anche i segnali degli altri trasmettitori.
Da entrambi i segnali, il trasmettitore genera e ritrasmette i prodotti
risultanti che possono interferire con le frequenze volute.
Per ragioni
di affidabilità operativa, un sistema di trasmissione wireless UHF ha
un’ampiezza di banda (switching bandwidth) limitata (es. 36 MHz),
determinata dai filtri d’ingresso del ricevitore. I prodotti di
intermodulazione che si trovano entro questa banda possono interferire
con la frequenza di ricezione selezionata o con l’intero sistema e
possono persino renderlo inutilizzabile. Una certa quantità di chopping
noise o di soffio in sottofondo sono le indicazioni udibili che alcune
frequenze sono interferite da prodotti di IM.
Di regola, le frequenze di
ricezione e di trasmissione nei sistemi multicanale sono calcolate come
segue:
In un sistema preso come esempio che ha due portanti f1 = 800 MHz
e f2 = 801 MHz, devono essere determinati i prodotti di intermodulazione
risultanti che si trovano entro la larghezza di banda del ricevitore.
Esistono delle armoniche delle frequenze fondamentali e delle frequenze
che sono generate dalla loro somma e differenza. Le armoniche non
interferiscono, dato che ricadono al di fuori del range di ricezione e
saranno efficacemente eliminate dai filtri d’ingresso del ricevitore:
2f1 = 2 x 800 MHz = 1600 MHz (seconda armonica)
2f2 = 2 x 801 MHz = 1602 MHz (seconda armonica)
3f1 = 3 x 800 MHz = 2400 MHz (terza armonica)
3f2 = 3 x 801 MHz = 2403 MHz (terza armonica)
Anche le semplici frequenze derivanti dalla somma e dalla differenza
possono essere ignorate, dato che anch’esse si trovano al di fuori dal
range di ricezione e saranno, dunque, efficacemente eliminate dai filtri
d’ingresso del ricevitore:
f1 + f2 = 800 MHz + 801 MHz = 1601 MHz
f2 - f1 = 801 MHz – 800 MHz = 1 MHz
Viceversa, non possono essere ignorati i prodotti di IM che sono
generati da fenomeni più complessi, quali i battimenti tra le armoniche
e tra queste e la frequenza di ricezione selezionata:
IM 3 = 2f1 – f2 = 1600 – 801 = 799 MHz
IM 3 = 2f2 – f1 = 1602 – 800 = 802 MHz
IM 5 = 3f1 – 2f2 = 2400 – 1602 = 798 MHz
IM 5 = 3f2 - 2f1 = 2403 – 1600 = 802 MHz
IM 7 = 4f1 – 3f2 = 3200 – 2403 = 797 MHz
IM 7 = 4f2 – 3f1 = 3204 – 2400 = 804 MHz

Quando configuriamo un sistema complesso, cosa che avviene
quasi quotidianamente in un programma televisivo di oggi, avremo a che fare
con un numero di radiomicrofoni molto elevato. Anche se è buona norma che il
numero dei canali non sia superiore a 16, ciò quasi mai è possibile. A
questi dovremo sempre affiancare sistemi di comunicazione wireless (radio
cuffie), sistemi di wireless foldback (In Ear Monitor), nonché vari
altri dispositivi che utilizzano la trasmissione radio. È evidente che il
problema delle interferenze e dell'intermodulazione assume un'importanza
fondamentale.
Poiché nei sistemi multicanale si produce una grande quantità
di prodotti di IM, siamo nell'ordine delle migliaia, la giusta scelta delle
frequenze richiede una attenta pianificazione che può essere efficacemente
svolta solo con l'utilizzo di sistemi computerizzati che tengano conto delle
innumerevoli variabili in gioco.