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Scheda 39

I filtri

Come abbiamo potuto vedere in precedenza, i filtri ricoprono un'importanza fondamentale tra le apparecchiature destinate alla modifica del segnale audio. Essi si possono suddividere essenzialmente in due categorie: i filtri (o equalizzatori) parametrici e quelli cosiddetti grafici. Un equalizzatore parametrico, sia che faccia parte integrante del banco audio, sia che sia rappresentato da un'unità esterna, é costituito da più sezioni. Ognuna di esse agisce su una porzione dello spettro sonoro e permette una grande varietà di regolazioni. Solitamente ogni sezione é costituita da un potenziometro rotativo che controlla l'attenuazione (o esaltazione) del segnale entro un massimo di 15-18 dB.
A esso é associato un altro potenziometro che stabilisce la frequenza centrale di intervento posta all'interno della porzione di banda coperta dal filtro stesso. Un terzo potenziometro rotativo, generalmente coassiale al precedente, stabilisce il cosiddetto fattore di merito (Q), ossia l'ampiezza di banda, del filtro. Gli equalizzatori inseriti all'interno dei mixer audio sono spesso più semplici, sono costituiti da sole due sezioni con parametri variabili e incorporano invece una sezione passa alto e una passa basso a frequenza fissa che permettono la sola regolazione dell'attenuazione o dell'esaltazione. Un altro tipo di equalizzatore, l'equalizzatore grafico (o ambientale), é invece costituito da una serie di potenziometri a "slitta" e trova applicazione, soprattutto, nella correzione della curva di risposta degli ambienti in cui viene effettuata la riproduzione sonora delle registrazioni. Ogni ambiente é caratterizzato, come abbiamo già detto, da un proprio tempo di riverberazione che dipende dalle proprietà acustiche delle pareti che delimitano l'ambiente stesso. A causa delle riflessioni multiple nell'ambiente si possono verificare rinforzi o attenuazioni del suono, e questo con modi legati strettamente alle singole frequenze. Tutto questo può provocare un'alterazione anche grave della curva di risposta, il che é particolarmente dannoso per una sala in cui il tecnico sta effettuando l'ascolto del suono durante la ripresa.
Un ascolto non perfettamente lineare, infatti, può facilmente trarre in inganno e indurre il tecnico a effettuare correzioni non necessarie che a loro volta modificano in maniera spesso irreversibile la timbrica generale della ripresa audio. Poiché un trattamento acustico dell'ambiente fatto in modo da renderne lineare la risposta in frequenza risulta costoso se non impossibile, si preferisce agire sulla risposta del segnale riprodotto intervenendo in maniera speculare alla curva dell'ambiente. Per fare ciò si utilizzano gli equalizzatori grafici posti tra l'uscita monitoria del banco audio e l'ingresso dell'amplificatore di ascolto. La correzione avviene nel modo seguente: si immette nel banco un particolare segnale, detto rumore rosa (pink noise); questo segnale contiene tutto lo spettro delle frequenze udibili, rigorosamente filtrate a terzi d'ottava. Il rumore rosa é quindi costituito da pacchetti (circa 30) di frequenze che sono tra di loro distanti 1/3 di ottava. Al centro dell'ambiente sotto esame viene installato un microfono test, caratterizzato da una risposta in frequenza perfettamente lineare, collegato a uno strumento chiamato analizzatore di spettro in tempo reale. Questo strumento possiede una serie di barre indicatrici, a diodi LED o con display a cristalli liquidi, anch'esse separate da terzi di ottava. Il suono, al volume di ascolto desiderato, proveniente dalle casse e captato dal microfono campione, viene così evidenziato dall'analizzatore di spettro che fornisce un'indicazione grafica della risposta dell'ambiente. Osservati i problemi della risposta in frequenza (esaltazioni o attenuazioni eccessive), si inserisce l'equalizzatore ambientale, dotato anch'esso, é intuitivo, di bande di frequenza a terzi d'ottava. A questo punto é possibile linearizzare la risposta dell'ambiente agendo sui potenziometri corrispondenti alla parte di banda audio che si desidera modificare.
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